Una lavagnata al giorno

domenica 18 gennaio 2015

A domanda rispose. Quasi un flusso di coscienza. L'insegnante, la paziente, la cittadina

Poco fa sono stata menzionata da Antonio Fini in questo tweet (triplo onore per via delle persone che vi compaiono).
In genere rispondo a un tweet con un tweet, ma stavolta avevo da dire qualcosa di più e ne approfitto.
Ma si tratta di un post domenicale scritto di getto fra il pranzo e l'uscita al parco, con tutta la farraginosità del caso.
Vero che l'insegnante che usa le tecnologie non è un innovatore ma fa soltanto il proprio dovere.
Poi, naturalmente, dipende dalle tecnologie: ci sono quelle davvero basilari e doverose e ci sono quelle talmente avanzate alle quali neppure il prof. più geek può stare dietro, a meno che non siano strettamente inerenti a quanto insegnato.

E mi sovviene una domanda in apparenza obsoleta
Mi sovviene una domanda che nell'ultimo incontro di formazione per i miei corsisti futuri Master Teacher mi ha fatto un brillante collega. Va detto che per gran parte dei miei corsisti Master Teacher la LIM è stata installata in queste ultime settimane, con Scuola Digitale in Sardegna, per cui molti di loro sono come in altre scuole 5-6 anni fa. Ecco la domanda del collega, che per molti può apparire obsoleta: "La LIM è uno strumento che implica uno stravolgimento del metodo?".
La mia risposta è stata che la LIM in linea di massima fa auspicare ma non implica uno stravolgimento del metodo: in genere, se un docente è frontale con la lavagna d'ardesia lo è anche con la LIM, mentre se attua una didattica laboratoriale/centrata sullo studente/collaborativa/etc. lo è a prescindere dalla LIM. E ho menzionato a tale proposito le buone vecchie "tecnologie di carta" di Cristina Galizia.
La LIM stravolge il metodo soltanto se un docente prima era frontale e poi improvvisamente, folgorato dalla LIM, cambia approccio. Cosa estremamente rara.
Ma ci sono tecnologie che a mio avviso stravolgono davvero e imprescindibilmente la didattica (nel metodo, ma anche e soprattutto nel tempo e nello spazio): per esempio, il web 2.0 e il cloud. E su questo non c'è bisogno che mi esprima oltre, visto che è un argomento di cui parlo spessissimo.
Anche ora che scrivo qua ricevo le notifiche dei post che gli alunni di terza stanno scrivendo nel gruppo segreto su Facebook e degli upload di materiali che gli alunni di prima stanno facendo nel proprio Portfolio virtuale su Pearltrees, per dirne una. Per i docenti ci può essere una reperibilità quasi assoluta (va gestita, naturalmente, ed è cosa per insegnanti coraggiosi e appassionati).

Ma solo gli insegnanti?
Tutti sono arbitri e tutti sono insegnanti: nel merito del nostro operato tutti si esprimono. Giustamente, perché tutti hanno a che fare con insegnanti. Ma non ho mai visto una qualche consultazione collettiva sui medici, forse mi è sfuggita.
Ecco, di recente ho toccato con mano l'importanza dell'aggiornamento tecnologico dei medici.
Non facevo una visita oculistica (a parte quella sbrigativa per il rinnovo della patente) da 10 anni: ero rimasta traumatizzata dalla fastidiosità dei macchinari sugli occhi. E sono abituata a cose ben più cruente, visto che vado spesso dal dentista (e ho da tempo tradito il mio vecchio dentista proprio per uno più innovativo tecnologicamente).
Ebbene, di recente ho fatto, insieme con mio figlio,  una visita da un'oculista di un centro di recente apertura. Temevo per me, a maggior ragione temevo per mio figlio, insofferente come tutti i bambini quando si tratta di fare cose costrittive. Invece la dottoressa disponeva di una strumentazione fantascientifica che ha fatto innamorare subito mio figlio e che ha messo a mio agio me. Durante la visita con quella strumentazione spaziale, il tempo è volato senza alcun fastidio fisico. Nei giorni successivi mio figlio mi ha chiesto di andare dall'oculista, voleva proprio tornarci: non è come quando un bambino non vede l'ora di tornare a scuola? Ergo se dicessimo che il medico che usa le tecnologie non è un innovatore ma fa solo il suo dovere e che quindi tutti i medici (ma vale per tutti i professionisti) devono aggiornarsi in materia?

A volte, come cittadina, pure io abbasso la saracinesca di fronte alle innovazioni spinte
Di recente ho comprato la macchina nuova e sono rimasta colpita da certe tecnologie della cui esistenza ero ignara, non essendomi mai particolarmente interessata di vetture.
In una concessionaria Hyundai mi hanno fatto guidare una ix35, bellissima, che aveva il lunotto posteriore piccolissimo. Ora io in macchina ho una guida sportiva e disinvolta, ma se mi mettete a fare una retromarcia nel mio garage mi viene il panico: sono una che gratta i retrovisori, ecco. Ho manifestato questo timore al venditore il quale mi ha mostrato la tecnologia della telecamera posteriore (retrocamera) che consente di fare manovra senza girarsi: basta guardare il monitor. Ma guidavo piuttosto inibita e timorosa, probabilmente come un insegnante che sperimenta timidamente una didattica differente.
Ecco, mi sono sentita improvvisamente arretrata: già evito di usare il controllo vocale dell'altra macchina di famiglia preferendo i controlli manuali... sono così abituata ad aggiornarmi come insegnante che come cittadino comune non sono al passo con i tempi.
(Per la cronaca, poi ho optato per una più piccola e quindi più manovrabile - nonché meno dispendiosa -  Renault Captur).

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martedì 13 gennaio 2015

Metarepertorio (repertorio di repertori di risorse e materiali)

Da tempo (anni) avevo due obiettivi: fare un repertorio dei miei materiali originali (creati e condivisi in questo o quel webware) e approfondire la conoscenza di Pearltrees.
Rispetto a quando mi ero prefissa il 2° obiettivo, Pearltrees è anche cambiato, ma forse in meglio.
Ecco il mio Metarepertorio, in fieri (devo aggiungere altri link e devo riordinare e rinominare un bel po' di roba).

Metarepertorio, by vizzanna Share

martedì 30 dicembre 2014

Come inizia la "carriera" di insegnante techno: un caso di casualità

Qualche mese fa ho ricevuto la proposta di amicizia di una persona che apparteneva al mio passato di insegnante nella scuola media di Samassi. Ho accettato la proposta di amicizia ma non ho mai avuto il tempo di visitare il profilo della persona in questione. Oggi l'ho fatto e mi è scesa la lacrimuccia. 
La persona in questione è un'impiegata della Segreteria nonché moglie del dirigente (P.Z.) che avevo avuto nel mio primo anno a Samassi. Il dirigente che ha veramente dato l'avvio alla mia "carriera techno".
E fioccano i ricordi.

Estate 2002, avevo superato l'anno di prova e ottenuto il trasferimento in una sede più vicina, a mezz'ora da casa. Telefonai per presentarmi e dalla Segreteria mi chiesero se sapessi usare il computer: accolsero con entusiasmo la mia risposta.
E tutto quello che riguardava le tecnologie (erano tempi d'oro, con tanti progetti e tanto lavoro da svolgere) iniziò a passare per le mie mani: ero pressoché inesperta ma avevo carta bianca assoluta su tutto ciò che era tecnologico. In quell'anno feci una bella gavetta.
Poi ci fu il passaggio del testimone per via del pensionamento del dirigente in questione: al suo "successore" (S.D.), lui mi segnalò per l'area tecnologica e allora ebbi ancora più incarichi, perché nel frattempo erano arrivate cose come ForTic e M@rte.
Ambedue quei dirigenti avevano scatenato in tempi non sospetti l'effetto domino che mi ha portata fin qui.
Un episodio che non ricordo più a chi dei due attribuire: il dirigente (D.C.) di una scuola vicina aveva problemi con una piattaforma Indire e il mio DS mi spedì ad aiutarlo. Era un bel caso di collaborazione fra scuole del territorio: viaggiavo tanto ma mi divertivo tantissimo. Andai, mi divertii ad aiutare, tornai nella mia sede. Quel dirigente poi, quando servirono tutor per i corsi DM 61 e DL 59, fece chiamare me.
Grazie a quel nuovo tassello del domino, feci una nuova esperienza: quella di formatrice.
La prima volta in cui entrai in Aula informatica in quelle vesti, non venni accolta bene... per motivi anagrafici. Ma andai avanti con il mio lavoro e alla fine del corso una corsista (tostissima vicepreside che qualche anno dopo sarebbe andata in pensione) disse pubblicamente: «Quando ti ho vista la prima volta ho pensato: "E io mi dovrei far formare da questa specie di Sabrina Ferilli?", ma ora posso dire che sei la miglior formatrice che abbia mai avuto». Quindi mi fece chiamare l'anno successivo nella sua scuola per una nuova ondata formativa.
Nuovo tassello.
Con il dirigente S.D. ci furono degli anni di lavoro intensissimo, ricordo che lui mi diceva di fare un figlio solo dopo il suo pensionamento, ma io lo rassicuravo che non intendevo procreare. Il suo obiettivo era farmi fare esperienza perché poi facessi il concorso per dirigente, ma con il tempo a me è passata la voglia di fare quel tipo di carriera.
Mi spediva a tutta una serie di incontri formativi (ForTic, Invalsi e dintorni: all'epoca fioccavano) dove incontravo tante persone interessanti che ora sono sparite dalla circolazione.
A pensarci ora (alla luce, anzi al buio, della situazione attuale) quello era, per la scuola, una vera età dell'oro. Io poi ero davvero giovane ma mi sentivo di mezza età, perché nella vita non si ha mai un'esatta percezione del proprio tempo.
Sono passati quasi dieci anni da allora e, in questo periodo di passaggio dal 2014 al 2015, siamo tutti in una fase di bilanci.
Che cosa rimpiango di quel periodo? Non vorrei dire "l'entusiasmo degli inizi", perché io provo sempre entusiasmo (per me l'assenza di entusiasmo è la fine di tutto). Vorrei dire piuttosto: "il timore reverenziale degli inizi". Quella paura di far male le cose che ci porta a farle al meglio, mentre con l'esperienza si mette una sorta di pilota automatico che porta a sottovalutare le cose e a commettere degli errori.
Un esempio? Per anni fui referente Invalsi, quando Invalsi era progetto pilota, e per anni feci le cose con diligenza. L'anno in cui misi il pilota automatico, forte dell'esperienza, commisi qualche errore sulle etichette al quale dovetti poi porre rimedio. Ma a pensarci, quell'anno, sollevavo e spostavo sopra gli armadi della Presidenza gli scatoloni dei fascicoli Invalsi ignara di essere incinta, se ci penso mi vengono i brividi.
Nel 2007 una svolta: gravidanza e trasferimento nel mio paese d'origine.

Intanto mi ero fatta qualche vita lavorativa parallela nata da costole del mio lavoro a  Samassi: quella era la meravigliosa origine di tutto e la ricorderò con cuore grato.
Poi a Sestu il dirigente A.F. mi spronò affinché facessi il concorso per tutor LIM "costringendomi" poi a seguire il corso a Montecatini quando ero in pieno allattamento. Altro tassello.
Sempre un effetto domino, sempre una sequenza di cause ed effetti nati quasi serendipicamente. 

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sabato 13 dicembre 2014

L'ora di coding di ieri.

Su queste cose non si può improvvisare, come invece può avvenire - se non si è abbastanza consapevoli - con iniziative come questa in cui in un dato periodo si deve svolgere un percorso (che rischia di essere avulso dal contesto).
Più si è "techno" e più si è consapevoli delle difficoltà che ci possono essere, per questo mi sono regalata più tempo, scegliendo il venerdì, ultimo giorno per noi utile.
Mi sono chiesta: come fare quest'ora di coding? 
E mi sono data queste opzioni, dalla più semplice alla più complessa.
1) attività soltanto alla LIM, di tutti a turno. 
2) attività soltanto in 4-5 dispositivi per 4-5 gruppi (oltre alla LIM come raccordo).
3) attività individuale, ciascuno dal proprio dispositivo (BYOD personale + qualche device dato in comodato dalla scuola: i residuati delle Cl@ssi 2.0), con la LIM come raccordo.
Fino a due giorni fa propendevo per le opzioni 1 e 2.
Ma quando giovedì notte ho avuto finalmente il tempo di accedere all'account di prof. su 
Code.org, ho visto che esisteva la possibilità di iscrivere il singolo alunno e di dare a ciascuno di loro una password.
Mi sono detta: "La classe lavora in modo collaborativo, questa è l'occasione per ribaltare la cosa, facciamo una sorta di gara di corsa ma con la consapevolezza che vincerà non il migliore bensì quello che sarà anche più fortunato, il cui dispositivo resterà connesso e non si scaricherà. Poi, a consumazione, man mano che i vari dispositivi finiranno ko i ragazzi si sposteranno e creeranno coppie o gruppi".

Ho scritto sopra di essermi presa più tempo: nell'ambito della settimana del coding avevo scelto di fare la famigerata ora non solo il venerdì ma pure alla 5a ora. Ai ragazzi ho spiegato che avrei usato la 6a ora o per proseguire l'attività della 5a o per far fare lezione dagli alunni esperti di Scratch che scalpitano dalla voglia di insegnare ai compagni. Ma sapevo dentro di me che quella 6a ora, dalle 13 alle 14, sarebbe servita a proseguire il lavoro iniziato alla 5a.
Infatti ieri nell'Ora del Codice ho dovuto dedicare la prima mezz'ora alla soluzione di diversi problemi di connessione e di accesso (bisognava peraltro dare a ogni alunno la sua password personale). 
Ma dopo quella mezz'ora di fuoco, in cui ho bruciato le calorie di una giornata, poi è andato tutto liscio.
Non ho potuto far vedere le cose alla LIM, perché ho dovuto dare il notebook della LIM a un'alunna il cui dispositivo non si connetteva, per cui i ragazzi hanno davvero fatto da soli senza la mia guida. Ma, per tentativi ed errori, procedevano (qualcuno saltando step).
Man mano che i dispositivi si scaricavano o man mano che qualcuno finiva le attività, i ragazzi si spostavano e formavano gruppo. Competizione ma anche collaborazione, il tutto con grande libertà di movimento da parte mia e buona gestione della stessa da parte dei ragazzi. 

Ecco il video di documentazione: https://vimeo.com/114375156

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martedì 11 novembre 2014

Miami: qualche foto (e qualche Prezi fra le righe)

Una settimana fa ero a Miami ma non ho ancora scritto niente qua dentro.
In realtà è accaduto tutto in fretta e furia. Ecco un brevissimo diario fotografico: non ho la lucidità per scrivere un resoconto articolato.

Venetian Pool
Addobbi per Halloween
Verso Key Biscayne
Skyline
Telamoni curiosi
Ocean Drive: io c'ero, ma in macchina
Wynwood
Wynwood: murale di Ozmo
Miami di notte

Alla FIU dopo la mia lezione (Prezi della lezione):
il Dirigente Edu Office del Consolato Massimo Spiga,
il Presidente Odli Luigi Bava, la prof.ssa Magda Novelli Pearson.
Pasto veggie
Delizie veggie a casa del Console

ISPA (scuola pubblica), andito. Qua ho tenuto un workshop (Prezi iniziale con link agli altri)
Galleria di judepapalokothegenus.com
Vizcaya
Io a Vizcaya
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